Tra le pagine.

Marco si svegliò di scatto quella mattina.
Fu uno di quei risvegli dolorosi, simili ad una brusca frenata, ad una caduta dalla sedia, ad un piede in fallo mentre si corre.
Sì svegliò con il cuore in gola, come di fretta, come in affanno.
Aprì piano gli occhi e si guardò intorno.
Non riconosceva bene gli spazi, gli occhi ancora non si erano abituati alla luce.
Il letto non è il mio, pensò.
Il sapore amaro dell’alcool in bocca e un incredibile mal di testa servirono a ricordargli come ci era finito, in quel letto che non riconosceva.
Istintivamente cercò il telefono, sfiorò il comodino, il cuscino, le lenzuola.
Cosa diavolo ho combinato, pensò.
Sì alzò lentamente maledicendo il giorno in cui aveva pensato fosse una buona idea risolvere un problema grande come una casa con una bottiglia di rhum.
Non ho più l’età, si disse.
Sulla finestra, ai piedi del letto, un piccolo biglietto giallo.
“Non torno, ma tu non te ne andare”.
Afferrò la carta e improvvisamente gli mancò il respiro.
To Be continued…