RITRATTO: Massimiliano

Ciclicamente gli esseri umani, proprio quelli che sono accanto a me da sempre e che fino al giorno prima mi stavano simpatici, cominciano a starmi improvvisamente sulle palle.

Ed è un momento super catartico perchè instantaneamente mi accorgo di ogni difetto, ogni crepa, ogni eccesso o mancanza.
Due possibilità si palesano all’orizzonte.
Allontanarsi, passato l’innamoramento iniziale che mi spinge per natura a trovare speciali esseri umani oltremodo tradizionali.
O stringersi, amando ogni difetto, ogni crepa, ogni eccesso o mancanza.
Questi ultimi, proprio questi qui, sono i miei migliori amici.
Di loro amo tutto, soprattutto i difetti.
E fatto quel passaggio lì, quel “dentro o fuori”, diventa per me impossibile tornare indietro.
È la forma più leale di amore che conosco.
Ed è un amore senza condizioni.
Massimiliano è il mio migliore amico.
Ho deciso lo fosse un giorno di dieci anni fa quando mi disse girarti, devo confessarti un segreto ma non riesco a guardarti in faccia, voltati.
E io mi girai, e feci quello che so fare meglio: ascoltare.
Fu una scelta reciproca, un affidarsi.
Sono successe molte cose da allora.
Lui ha cambiato molte città e molti continenti, e torna una manciata di giorni l’anno in quella casa a pochi passi dalla mia.
Abbiamo preso questo filo lunghissimo ed è come se ci fossimo detti vai, cammina, io tengo un capo e tu un altro, non ti preoccupare, ti mantengo io.
Tu corri, inciampa, allontanati quanto vuoi.
E capitano cose, alcune tristi e altre felici.
E arrivano persone nuove, alcune in gamba altre meno.
E si fanno viaggi, uno molto bello lo abbiamo fatto anche insieme.
Lui parte più spesso di me, questo va detto, ma quando arriva mi dice sempre ehi, sono arrivato.
E io dico mi manchi, torna presto e mandami una fotografia.
Parliamo d’amore con lo stesso folle entusiasmo del primo liceo e mai una volta che uno dica all’altro smettila, non accadrà.
E conosciamo i fallimenti reciproci, le debolezze, le paure nascoste che gli altri non sanno e noi invece si.
Ridiamo spesso, litighiamo poco e questo ha a che fare con l’amore per i difetti.
Lui conosce i miei e riesce a prevederli.
Io conosco i suoi e li chiamo per nome.
Ma sono i nostri, solo i nostri.
E va bene così.
Ed ha una forma bella, questo nostro amore qui.
Perché ovunque lui sia, ovunque io sia, c’è sempre un posto da chiamare casa mia.
Ieri siamo andati a vedere il mare e come spesso accade mi ha detto vieni, facciamo una foto, fai per un giorno la mia fidanzata.
Ed è finita che gli ho leccato l’orecchio, che abbiamo cercato di immortalare una signora con un look leopardato e che un gabbiano mi ha quasi fatto cacca in testa.

Una giornata normale, per due come noi.